Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/165

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La popolazione dell’Italia, oggigiorno, è quanto quella della Francia nell’89, mentre l’estensione della nostra frontiera è poco più del terzo di quella. La Francia mise in armi 800 mila uomini, ma questi ripartiti in quattordici eserciti (così richiedeva la ragion di guerra) non poterono in alcun punto ottenere sul nemico una significante preponderanza di forze; gli eserciti a’ confini di Spagna, d’Italia, del Belgio, della Germania non potevano certamente operare con un comune disegno, ed ognuno d’essi rimase abbandonato alle proprie forze. La posizione degli italiani è molto migliore; difesi essi dalla cerchia delle Alpi, il nemico è costretto a raccogliere le sue forze in paese sterile e dirupato, mentre gli italiani si trovano nella valle del Po, regione ubertosa, ove popolose e ricche città, numerose strade, un maestoso fiume, forniscono, trasmettono facilmente le vettovaglie. Gli attacchi che le diverse potenze potrebbero intraprendere sui varii punti della frontiera, non possono riuscire simultanei, perchè non sono prevedibili tutti gli ostacoli, che, attraverso i monti possono indugiare la marcia d’un esercito. Impossibile riescirebbe loro il darsi un vicendevole soccorso, perchè l’asprezza del terreno noi comporta, ed ogni attacco, non solo rimarrebbe isolato, ma, sboccando dalle valli, non potrebbe che presentare delle teste di colonna agli italiani, i quali possono facilmente far massa contro il più vicino de’ nemici; di modo che i francesi con 800 mila uomini si difesero contro tutta l’Europa, nè poterono sempre pareggiare in numero il nemico, sui diversi campi di battaglia, mentre agli italiani basterebbero 250 mila uomini, per conservare in ogni scontro la loro superiorità. I nemici della Francia, finalmente, ebbero uno scopo alle loro operazioni, Parigi; i nemici d’Italia non ne avrebbero alcuno; l’importanza delle varie capitali sparirebbe con la rivoluzione; nè potrebbesi