Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/166

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questa, ad onta degli sforzi che farebbero gli stolti, attribuire ad una sola fra esse, sia anche Roma, perchè l’indole nazionale noi tollera; quindi il nemico sarebbe costretto vincere in ogni vallata, in ogni borgo; troverebbe tante capitali innanzi a sè, quanti sono i punti strategici del nostro suolo.

Facendoci a riassumere il detto conchiuderemo che le tendenze e le probabilità di moto sono in Italia maggiori che in Francia, e minori le forze resistenti; che, quantunque i moderni socialisti siano francesi, la propaganda pratica di quelle idee non è in Francia più avanzata che in Italia. Nondimeno i vantaggi che esse promettono sono tali, che, se un rivolgimento ne permetterà la benchè minima applicazione, esse diverranno in un tratto popolarissime in Italia come in Francia. Ammesso il moto prodotto da cagione universalmente sentita, abbiamo discorso del numero e valore delle soldatesche, delle frontiere della guerra che dovremmo sostenere, e che la Francia sostenne, ed il vantaggio, evidentemente, è dalla nostra parte. Possa questo confronto rilevare gli animi, generare la fiducia in noi stessi, che è forza confessarlo, manca; imperciocchè gli italiani hanno il torto di confondere le imprese dei nostri tirannelli con quelle della nazione. Perchè essi non s’ispirano in quelle gesta, che l’Italia tutta unita compi? in esse, la cui memoria dura da tanti secoli e durerà lontana, avranno la giusta misura delle nostre forze, nè ci sarà luogo a scoraggiamento.

Le nazioni, durante le medesime fasi di loro vita, sono sempre le stesse; credi tu, o lettore, che siano in decadenza? non leggere oltre, non perdere il tempo, caccia le mani nella corruzione che ti circonda, usa ogni mezzo per arricchirti e godere della vita, inchinati ai tiranni, basta che ti assicurino i materiali godimenti, e se poi credi che possiamo risorgere, devi asso-