Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/189

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Questi fatti furono nuovi ammaestramenti. Le società segrete sono mezzi poco efficaci. Esse, avvolte nel mistero, tolgono a modello il dispotismo; come questo ad un cenno muove i suoi battaglioni, aggregato di armati uniti per disciplina e per utile, e materialmente concentrati, così quelle vorrebbero disporre de’ loro ascritti, separati non solo materialmente, ma eziandio dalle circostanze e dall’utile di ognuno. Vane speranze: sono sempre pochi che muovono; la nazione rimane indifferente spettatrice. Se qualche volta trionfano, allora hanno nel loro seno il germe della dissoluzione; la gerarchia della setta; e le sue esigenze si sostituiscono al governo, in cui prevalgono le cupe e torte abitudini de’ cospiratori. Il cospiratore viene costretto a simulare, e la simulazione al governo trasformasi in moderazione e diplomatici raggiri; il cospiratore è avvezzo ad infiltrare gradatamente le sue idee, quasi mascherandole; mentre coloro che sono chiamati a reggere una rivoluzione, debbono apertamente proclamarne i principii, e dai primi istanti affermare le ultime conseguenze; imperocchè ivi solo si riscontra l’utile che può convincere le moltitudini. La Giovine Italia sorse come conseguenza di tali ammaestramenti. Non fida più ne’ governi stranieri ma ne’ popoli; non più nelle società segrete, ma nelle masse popolari; ad esse, e non a capi, vuole affidare il risultamento della rivoluzione. Respinge perciò ogni idea di dittatura, e sminuzza il popolo in bande. Mazzini, non tace, non asconde i suoi principii, come i carbonari: Mazzini, da rivoluzionario, tuona, e fa noto all’Europa dei popoli le miserie degli italiani, i loro diritti, le loro speranze. Le cospirazioni cangiano carattere; i vendicatori del popolo, gli amici del popolo non hanno il mistero e le discipline dei carbonari; sono più