Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/214

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mentre ci affatichiamo a ciò, andiamo in traccia del mezzo, come comprimerlo. Oh nullità dell’umana ragione!!!... Terminata la guerra sotto il reggimento dittatoriale, ci troveremmo una monarchia senza re, ed i re facilmente si trovano. Guai quando non si confermano da’ primi momenti le conquiste del popolo!

Fino ad ora abbiamo ragionato ed abbiamo ammessa possibile la dittatura civile, ma essa non può distinguersi dalla militare. Le forze armate della nazione saranno, oppur no, sotto la sua immediata giurisdizione? Se vi saranno, la dittatura militare di fatto, se non vi saranno non esisterà dittatura. Ma ammettiamo eziandio cotesta anomalia, vi sarà dittatura di uomini non militari. La loro sorte è irrevocabilmente decisa; eglino verranno cacciati di seggio col piatto della sciabola dal vincitore delle prime battaglie. Quei giovanotti medesimi, che ora parteggiano da fanatici per la dittatura, allora saranno gli stromenti che la cangeranno. La gloria militare eclissa qualunque altra, rapisce l’animo de’ guerrieri in favore di colui, dal cui braccio, dalla cui mente riconoscono l’inebbriante piacere della vittoria; quindi il generale disporrà dei soldati. Intanto questo generale che periglia in campo, e credesi giustamente la salvezza di sua patria, con riluttanza riceverà ordini da un governo civile; egli crederà, e non a torto, che durante la guerra, da cui la nazione spera salute, sia più giusto, più logico, più utile, che un guerriero abbia questo assoluto potere, e non mancherà di ghermirlo, eziandio con la forza. Non senza ragione i principi cercano fra i più fidi servitori i capi dell’esercito, si circondano di prestigio, si rincalzano col diritto divino, si dichiarano guerrieri essi medesimi, anche senza esserlo.

I convenzionali francesi, uomini al certo di somma energia, caddero inesorabilmente sotto la spada di Na-