Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/22

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l’ignominia; alcuni nel sacrifizio, altri nei beni materiali..... È questo un fatto che niuno può revocare in forse; esso è riconosciuto da tutta la scuola del sensismo francese ed inglese, dai nostri grandi italiani, Pagano, Filangieri, Beccaria, Romagnosi e sottinteso da Vico, da Campanella, da Telesio, da tutti gli economisti moderni, da tutti i socialisti, dai razionalisti della Germania: Di buon grado, dice Schiller, io presto aiuto agli amici. Ma ahi lasso! lo fo per indignazione; onde spesso mi contrista il pensiero di non essere virtuoso. Fichte dice: ama te stesso sopra ogni cosa, ed il tuo prossimo per amor di te stesso. Negano questa verità i paesi devoti ad un Dio personale, e gli ecclettici, cioè quelli che cercano conciliare i principii della scienza e lo stato presente della società; e così si fanno gli apologisti del sacrifizio quelli che ne rifuggono con orrore!! A Giordano Bruno sarebbe stato più doloroso rinnegare la sua dottrina, che sentirsi ardere le carni; si gettò nel rogo per fuggire il dolore di rinunziare alle proprie idee. I due ultimi versi del suo sonetto il dicono chiaramente:

Fendi secur le nubi e muor contento,
Se il ciel sì illustre morte ti destina!

Chi ha creato il mondo? Nol so. Di tutte le ipotesi la più assurda è quella di supporre l’esistenza di un Dio, e l’uomo creato a sua imagine; ovvero, non essendoci dato imaginare questo Dio, l’uomo l’ha creato ad imagine propria, e ne ha fatto il Creatore del mondo; e così una particella diventata creatrice del tutto.

Ma quale utile può ottenersi dalla ricerca del Creatore del mondo? Nessuno. Il mondo esiste, e ciò è un fatto; in esso da pertutto io trovo moto, da pertutto la medesima causa della vita, che appare in mille