Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/258

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merito, il formarsi e lo sciogliersi delle coppie non ha ostacoli, nè impaccio di sorte alcuna.

Quì finisco, ed avendo misurato le vele col vento ed il timone con l’onde, non mi sono imposto l’obbligo di risolvere il problema sociale. Il mio proposito è stato di mostrare la profondità delle piaghe, e l’inefficacia d’ogni rimedio, finchè non venga estirpato il diritto di proprietà e la serie delle sue conseguenze; e questo proposito credo d’averlo compito. Spetta all’intera nazione di stabilire, dopo aver tolto gli ostacoli che ho additati, la sua nuova costituzione, e se ho cercato d’indicarne i punti principali, l’ho fatto solo per rintuzzare la stupida risposta; è impossibile vivere altrimenti. Il rinvenire in questo cenno degl’inconvenienti non sarà difficile, ma saranno certamente molto minori dei mali sotto cui l’umanità geme oppressa; mali che fatalmente, senza tregua, ingrandiscono; mali, che la prepotente forza dell’abito fa credere inevitabili, e perciò vengono con pazienza sofferti.

Nella ricerca della nuova costituzione sociale ho seguito il metodo semplicissimo, che il corso naturale degli avvenimenti additavami: distruggere il presente, e creare il nuovo patto sociale, basandolo sui principii che le leggi magistrali della natura c’insegnano. Ho svolto poi i vantaggi del sistema dimostrando che le tendenze funeste della presente società, vengono completamente a cangiarsi.

Conchiudo con rammentare ai conservatori, che la rivoluzione sociale non sarebbe affrettata neppur di un’ora, eziandio se tutto il mondo riconoscesse attuabile un nuovo ordinamento sociale. Questa crisi della società dipende da cagioni assai più terribili e fatali. Essa dipende dalle tendenze che inesorabilmente, in progressione geometrica, si manifestano. Potete voi, non già estirpare la miseria, ma evitare che cresca? Potete voi