Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/273

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Dal Disegno dell’opera



Non proporrò sistemi: essi non sono che uno sforzo inutile dell’umano ingegno, avvegnacchè ogni società asconda in seno i suoi futuri destini.

Un popolo che dal dolore sospinto, rovescia l’ordinamento sociale sotto cui vive, ha di già attuato il suo rinnovamento; come, cessato un terremoto, la natura, che tutta sembrava sconvolta, adagiata di nuovo fra le sue leggi magistrali; così alla voce imperiosa della necessità l’anarchia cessa, e la società, indipendente da ogni dottrina, si ricostituisce su que’ principii, che meglio ad essa convengono. E se i pregiudizii, le costumanze, le leggi antiche serbano ancora il loro prestigio, e sotto pretesto di ricercare il possibile, s’impongono limiti alle leggi di natura, che son le sole possibili, la società intristisce di nuovo, avviandosi a nuova rivoluzione.