Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/97

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bastante per far volgere contro di noi tutte le loro armi. Dunque il risorgimento italiano altro non potrà essere che la vittoria delle nostre armi sull’Europa dei re. In qual modo compiere una tale impresa? Quali mezzi posseggono i principi italiani per combattere l’Europa è quello che verremo ora studiando.

Il primitivo e naturale concetto è una lega dei principi italiani contro l’Austria che dirige la loro politica, che protegge i deboli dall’ambizione de’ forti e tutti dalla rivoluzione. Quale utilità avrebbero essi di cacciarla dall’Italia privandosi così del più saldo sostegno de’ loro troni? Del Lombardo-Veneto dovrebbero creare uno stato indipendente o spartirselo, cose entrambe di somma difficoltà ed imbarazzo. Il supporre che tutti cooperino all’ingrandimento d’un solo, è un assurdo inutile a discutersi, che il senso comune ed i fatti hanno dichiarato impossibile. Ma ponghiamo che i popoli con mezzi violenti e più stabili che nel quarantotto costringessero i principi a scendere nell’agone; quale speranza potrebbe porsi in una lega che porta con sè il germe della dissoluzione, il mal volere? Concedasi vinto anche questo ostacolo; restano sempre le discordie, il dubbiare, la poca energia, con cui operano le armi collegate; la storia registra fatti innumerevoli che ne dimostrano l’impotenza. L’Europa s’è collegata con Federico II contro l’Inghilterra durante la guerra americana, contro la Francia durante la rivoluzione; Federico uscì vittorioso dalla lotta, l’Inghilterra conservò sempre una grande superiorità sui nemici; fu la costanza degli americani e la abilità di Washington che la vinsero. I francesi vinsero sempre; caddero per propria stanchezza e non già per virtù del nemico. Chi è solo, ha il vantaggio incommensurabile dell’unità, e di comando. Furono leghe coteste in cui ogni collegato da sé solo pareggiava se non superava di forze il co-