Pagina:Pisacane - Saggio sulla rivoluzione.djvu/96

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Autorità, tradizioni, e forza sono i principii su cui sono costituiti tutti i governi d’Europa. La sola differenza che passa fra loro dipende dalle diverse gradazioni con cui la libertà individuale accordasi con essi; perciò nella sostanza differenza non v’è. Cotesti principii sono già in discredito; libertà, nazionalità, diritto sorgono ad osteggiarli; quinci la lega dell’Europa intera contro le nuove idee. I governi occidentali più del nord temono queste idee, e quindi più immediatamente interessati ad osteggiare ogni rivolgimento; questa triade rivoluzionaria non può essere mutilata in modo alcuno, sconvolte le passioni popolari è impossibile arrestare il torrente, ed è assurdo per parte nostra il pretendere che ci facessimo a combattere per giovare altrui, i principii su cui basano la sua esistenza; può mai suscitare la rivoluzione chi la teme più di qualunque altro nemico? Potranno esservi momenti come è accaduto, in cui le potenze occidentali, per loro mire particolari, facessero le viste di proteggere i rivolgimenti popolari contro la prepotenza del nord; ma appena ottenuto il loro intento, s’unirebbero co’ nostri nemici per opprimerci, spezzare dopo essersene servito, un pernicioso strumento, e punire come delitto di maestà i fatti da loro promossi, e le speranze che hanno fatto sorgere. Se l’Austria che francamente ci osteggia merita l’odio nostro, Francia ed Inghilterra (parlasi qui del governo, non già del popolo) meritano odio e disprezzo perchè nemiche occulte. Alì Tèbèlen diceva ai Greci: «Non contate che su voi soli; Russi, Inglesi, Francesi, tutti vi saranno nemici dal momento che sapranno che volete essere un popolo; non perdete mai di vista questa importante verità.» Ed è cosa naturale che la sola ragione d’impedire che un altro stato dalla condizione di vassallo venisse a sedere a canto a loro nei congressi europei, sarebbe