Pagina:Platone - Fedro, Dalbono, 1869.djvu/12

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Socr. E che? tu non credi che io, secondo il detto8 di Pindaro, abbia più caro che qualunque occupazione di udire il tuo colloquio avuto con Lisia?

Fed. Cammina dunque.

Socr. E tu parla.

Fed. Anzi ti dico in verità, o Socrate, che quello che udrai fa molto bene per te; mentre il discorso nel quale si è passato il nostro tempo, non so dirti come, fu discorso amatorio. Perchè Lisia ci rappresentò propriamente uno di questi giovani che son belli, il quale fosse tentato, ma non già da un uomo che lo amava; anzi questa stessa cosa fu da lui immaginata con molta arguzia, perch’egli dice che al non amante bisogna far piacere più che all’amante.

Socr. O uomo generoso! così avess’egli scritto pure che si deve portar più amore ad un povero che ad un ricco, e più ad un vecchio che ad un giovane, e quante altre cose si trovano in me ed in molti uomini della mia qualità, perchè questi discorsi sarebbero utili e graditi alla più gran parte; ma io ora, in quanto a me, sono così desideroso di udire, che non ti lascio neppure se tu camminando ti dilungassi con la tua passeggiata fino a Megara9, e giunto presso alle mura ritornassi a dietro, com’è costume di Erodico.

Fed. Che dici, o Socrate mio eccellente! credi tu che io così ignorante, come sono, ti possa mai ripor-