Pagina:Platone - Fedro, Dalbono, 1869.djvu/25

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ti pregherebbe di avere la stessa compiacenza verso tutti quelli che sono amanti, perchè allora colui non ti dovrebbe esser grato egualmente, nè tu potresti, volendo, nascondere ad uno i fatti degli altri, e bisogna veramente da questo nostro legame che nessun danno ne venga a nessuno de’ due, anzi bene ad entrambi, Io credo ora di aver detto abbastanza; ma, se tu pensi che qualche cosa abbia tralasciata, dimanda pure.»

Che ti pare, o Socrate, del ragionamento? non ti par composto a maraviglia e per le altre cose e per lo stile?

Socr. Veramente, o amico mio, in modo sovrumano che io ne sono sbalordito; e questo per opera tua, o Fedro, che riguardandoti mentre leggevi il discorso tu mi sembravi tutto trionfante di gioia; e perchè, io avevo opinione che tu t’intendessi meglio di me in queste materie, io ti seguiva, e seguendoti io me ne sono andato in trionfo insieme con te, uomo maraviglioso!

Fed. Via; con questo mi pare che tu vuoi giocare?

Socr. Pare a te che io gioco e non parlo sul serio?

Fed. Punto del mondo, o Socrate; ma dimmi, per amor della verità, in nome del Giove che presiede alle amicizie, credi tu che qualcun altro de’ Greci avreb-