Pagina:Platone - Fedro, Dalbono, 1869.djvu/52

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parti o tribù, perchè Vesta rimane sola nella dimora degli Dei, e quanti altri sono gli Dei maggiori delle dodici tribù, le conducono secondo l’ordine assegnato a ciascuno. E ti dico veramente che molte e maravigliose sono le visioni e le corse nel cielo fra le quali si avvolge la razza degli Dei beati, facendo ciascuno ciò che gli è proprio, e seguendoli chiunque vuole e chiunque può, perchè l’invidia è cosa che non entra nel coro de’celesti. Ma quando essi vanno alle mense e ai conviti si avanzano per la più alta sommità del cielo, ed i carri degli Dei procedono agevolmente essendo con misura equilibrati, ma gli altri si muovono con fatica, perciocché il cavallo che ha la sua parte trista, declina e cade verso il basso, quando dai cocchieri non è stato ammaestrato a dovere. Da ciò si para innanzi all’anima il più grande travaglio e la prova più grande, imperciocché le anime che abbiamo chiamate immortali, pervenute che sono al più alto, uscite al di fuori si fermano sul convesso del cielo, e lo stesso aggirarsi che fa il cielo le mena in giro attorno come stanno, ed esse contemplano le cose che sono dalla parte di fuori del cielo.

« Ora il luogo che sta al di sopra del cielo nessuno lo ha mai celebrato de’nostri poeti e nessuno mai lo farà degnamente; ma il fatto è quello che io ti dirò