Pagina:Platone - Fedro, Dalbono, 1869.djvu/65

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miglianza con essi e col nume che essi hanno in onore. Or dunque è questo il desiderio vero degli amanti, e quando essi conseguiscono quello ch'è loro desiderio ciò è come una iniziazione, ed è una letizia e beatitudine all’amato, quando vien iniziato da un uomo ch'è furioso di amore. Ma colui ch'è vinto viene ad esser vinto nel modo che segue.

«Come nel principio di questo nostro racconto abbiamo distinto in ciascun’anima tre parti diverse, due in certo modo che hanno la forma di destrieri e la terza una forma di auriga, così anche ora rimanga la stessa immagine nel fatto nostro presente. Dicemmo che de’ cavalli l’uno è buono, e l’altro non è; ma non abbiamo dichiarato che cosa sia la bontà del buono, che cosa la malvagità del tristo, ed ecco che bisogna dirlo. Or dunque uno de'due che si trova in miglior condizione, che ha bella forma, bel movimento, cervice alta, leggermente ricurve le narici, candido manto, occhi neri, amante dell'onore e della temperanza ed amico del pudore e della giusta opinione, si lascia guidare col comando e con la sola voce senza bisogno di stimolo. L’altro per contrario sinistro, di forme grossolane, dura cervice, collo breve, narici schiacciate, manto nero ed occhi glauchi e sanguigni, portato a far ingiurie ed insolentire, le orecchie irte di peli, sordo che obbedisce a stento alla sferza e