Pagina:Poe - Storie incredibili, 1869.djvu/153

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E per vero tal fiata avveniva cosa per cui dovessi figurarmi che il suo spirito, incessantemente agitato e sconvolto, fosse martoriato da qualche soffocante e terribile segreto, e ch’e’ non arrivasse a trovare il coraggio necessario a disvelarmelo. Altra volta poi io mi sentiva costretto di conchiudere semplicemente che tutto ciò dovesse attribuirsi a’ capricci inesplicabili della pazzia; avvegnachè io lo sorprendessi tutto assorto a contemplare per lunghe e lungh’ore nella vuota immensità dell’orizzonte in attitudine di uomo che ascolti un pericoloso immaginario rumore in lontananza: mio Dio, quale atteggiamento era mai il suo in quell’istante! Nè debbesi certo far le meraviglie che quel suo stato mi spaventasse, anzi che quasi quasi mi dèsse la malia. A mezzo di una graduazione lenta lenta, ma reale, io sentiva serpere in me lo strano influsso delle fantastiche e contagiose sue superstizioni.

Potere di certi misteriosi contatti e rapporti, che mal qui saprebbesi definire!

Or, — una notte specialmente, la settima o l’ottava della deposizione di madamigella Maddalena nel sotterraneo, molto in sul tardi, prima di mettermi a letto — avvenne che io provassi sopra di me tutta la potenza di tali sensazioni. Il sonno, ostinato, rifiutavasi a’ miei occhi: oh, com’eran lunghe le ore! ‐ cadevano lente lente, grevi, spiccate, sonore ‐ ad una ad una ‐ cadevano e cadevano sempre! Ed io studiavami con la ragione di dominare quell’agitazione nervosa: tentai di persuadermi che quanto provava dovevasi attribuire in parte, se non assolutamente, allo strano influsso delle melanconiche suppellettili della mia camera,