Pagina:Poe - Storie incredibili, 1869.djvu/216

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mi arrestava il sangue, che mi agghiadava l’imo midollo delle ossa — ih! ih! e del viso e della persona del vecchio io non poteva proprio scorgere altro che l’occhio, chè come per istinto io aveva diretto il raggio colà, proprio là sulla maledetta pupilla.

Ed ora, dite mo’, non vi ho io forse con questo chiarito che, quanto voi pigliavate in me per follia, altro non era o non è che una squisitissima acuità di sensi?

Ma in questa, ascoltate, in questa un rumore sordo, soffocato e frequente, giunse nuovamente a’ miei orecchi, — romore simile a quello che manda un orologio involto nel cotone. E quest’altro suono io lo riconobbi eziandio: era il battito del cuore del vecchio; — il quale esasperò il mio furore, quasi suon di tamburo che rinfiammi il cuore del soldato.

Nullameno mi frenai di nuovo, e rimasi lì ritto, senza moto, respirando appena, appena. Teneva immobile la lanterna, unicamente intento a mantenere il raggio fisso sull’occhio. Nel qual tempo l’infernal concitamento del cuore cresceva, batteva più forte, facendosi ognor più precipitato, più distinto e, d’istante in istante, più alto. Il terrore del vecchio doveva essere estremo. Quel battito, dico, facevasi di più in più forte ad ogn’istante.

Fate voi ben attenzione alle mie parole? Teneste voi dietro per filo e per segno alle mie idee? Bene; lo sapete; ve l’ho dissi: io era nervoso; e, di fatto, io lo son tuttavia, — e come! — E quindi — figuratevi! — là, nel pieno cuor della notte, tra il solenne, sepolcrale silenzio di quella vecchia casa, quel sì strano rumore sparse in ogni mia fibra un terror irresistibile. Mi contenni ancora per alquanti