Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/111

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sonetti e canzoni 105

5che ben è stato bon conoscidore,
poi quella dov’è fermo lo disire
nostro per donna volerla seguire,
perché di noi ciascuna fa saccente,
ha conosciuta sí perfettamente
10e ’nclinatosi a lei col core umile;
sí che di noi catuna il dritto istile
terrá, pregando ognora dolzemente
lei cui s’è dato, quando fia con noi,
ch’abbia merzé di lui co gli atti suoi.

     15Ahi Deo, com’have avanzato ’l su’ detto
partendolo da noi in alta sede!
e com’have ’n sua laude dolce fede,
che ben ha cominzato e meglio prende!
Torto seria tal omo esser distretto
20o malmenato di quella al cui pede
istá inclino, e sí perfetto crede,
dicendo sí pietoso, e non contende,
ma dolci motti parla, sí ch’accende
li cori d’amor tutti e dolci face;
25sí che di noi nessuna donna tace,
ma prega Amor che quella a cui s’arrende
sia a lui umiliata in tutti i lati
dov’udirá li suoi sospir gittati.

     Per la vertú che parla, dritto ostelo
30conoscer può ciascun ch’è di piacere,
ché ’n tutto vòl quella laude compière
c’ha cominzata per sua cortesia;
ch’unqua vista né voce sott’un velo
sí vertudiosa come ’l suo cherere
35non fu ned è, per che de’ om tenere
per nobil cosa ciò che dir disia:
ché conosciuta egli ha la dritta via,
sí che le sue parole son compiute.