Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/230

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224 poemetti allegorico-didattici

«Hai tu sí cuor gentil potessi amare?
Quanto potrai amar, ti fo signore;
e se ben ame potrai ’mperiare,
che ti farò signor d’ogni riccore;
ché la minor ch’è ’n fra le mie donzelle,
e ’l minor servo, diminian le stelle:
sí ch’oltr’al cielo splende il mio valore».

     Quando parlava, lo dolzor ch’avea 298
di ciò che mi dicea Madonna allora,
mi’ spirito neun non si movea,
sí fu ben trallassante piú ch’un’ora;
Amor mi confortava e mi dicea:
«Rispondi: V’amo, donna, oltre misura».
Allor rispuosi per quella fidanza,
e Madonna mi diè ricca speranza,
perch’i’ l’ho amata ed amerolla ancora.

     Volete voi di mia donna contezza, 299
piú propiamente ch’i’ non v’ho parlato?
Sovr’a le stelle passa la su’ altezza,
fin a quel cielo ch’Empirio è chiamato;
e ’n fin a Dio risplende sua chiarezza,
com’a’ nostr’occhi ’l sole appropiato,
l’amorosa Madonna Intelligenza,
che fa nell’alma la sua residenza,
che co la sua bieltá m’ha ’nnamorato.

     La ’Ntelligenza nell’anima mia 300
entrò dolce e soave e chiusa molto,
e venne al core ed entrò ’n sagrestia,
e quivi cominciò a svelar lo volto.
Quest’è la donna di cui vi dicea,
che col su’ gran piacer m’ha servo accolto;
quest’è la donna che porta corona
di sessanta vertú, come si suona;
questa diparte il savio da lo stolto.