Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/80

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74 poemetti allegorico-didascalici

     2460ci ha non-mondezza e pianto?
Che truovi tu, che vaglia?
Non vedi tu san faglia
ch’ogne cosa terrena
porta peccato e pena,
     2465né cosa ci ha sí clera,
che non fallisca e pera?
Or prendi un animale
piú forte, e che piú vale:
dico che ’n poco punto
     2470è disfatto e digiunto.
Ahi om, perché ti vante,
vecchio, mezzano e fante?
Di che vai tu cercando?
Giá non sai l’ora, e quando
     2475ven quella che ti porta,
quella che non comporta
oficio e dignitate.
Ahi Deo, quante fiate
ne porta le corone
     2480come basse persone!
Giulio Cesar magiore,
lo primo imperadore,
giá non campò di morte,
né Sanson lo piú forte
     2485non visse lungamente.
Alesandro valente,
che conquistò lo mondo,
or giace morto in fondo.
Assalon per bellezze,
     2490Ettor per arditezze,
Salomon per savere,
Attavian per avere
giá non camparo un giorno
fora del suo ritorno.
     2495Adunque, omo, che fai?

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