Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/85

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il tesoretto 79

o per tuo trattamento
hai ordinata cosa
che sia altrui gravosa;
e se sotto mantello
     2640hai orlato ’l cappello
ad alcun tuo vicino
per metterlo al dichino;
o se lo ’ncolpi a torto;
o se tu dai conforto
     2645di male a suoi guerrieri,
e quando se’ dirieri
ne parle laido male,
ben mostri che ti cale
di metterlo in mal nome.
     2650Ma tu non pensi come
lo spregio ch’è levato
si possa esser lavato,
né pur che mai s’amorti
lo blasmo, chi che ’l porti;
     2655ché tale ’l mal dir t’ode,
che poi no llo disode.
Invidia è gran peccato,
e ho scritto trovato
che prima coce e dole
     2660a colui che la vuole.
E certo, chi ben mira,
d’invidia nasce l’ira;
ché, quando tu non puoi
diservire a colui,
     2665né metterlo al disotto,
lo cor s’imbrascia tutto
d’ira e di mal talento,
e tutto ’l pensamento
si gira di mal fare
     2670e di villan parlare,
sí che batte e percuote