Pagina:Poemi (Byron).djvu/103

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il corsaro 101

» Cogli avanzi fien nosco. Or vieni.... udrai
» Come il braccio scolpar possan gli accenti,
» Quando lontan da queste odiate arene
» La nostra vela ne sospinga.

XII.

Palma,
A palma batte allor Gulnara, e pronti
Irrompono da l’àndito a quel segno
Greci, e Mori a la fuga. Silenziosi
Curvansi innante a lui, sciolgon suoi lacci;
Come il vento del colle, un altra fiata
Libere ei sente le sue membra, e in seno....
Oh! in seno orror tanto gli stà, che grevi
Par che gli posin sovra il cor que’ ferri.
Voce non odi, un cenno di colei
Schiude la porta, ed il segreto calle
Per cui scendesi al mar; parton’; a tergo
Han la cittade; incedon ratti; giunti
Son, dove balzan su la sponda i flutti.
Docil Corrado di Gulnara l’orme
Calca, nè cura, se tradito, o salvo;
Vano è opporsi a costei, qual fora vano
Se fosse in vita ancor Seìd, crudele
De’ suoi tormenti spettator!....