Pagina:Poemi (Byron).djvu/102

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100 il corsaro

X.

Fu tra le stragi.... Accovacciato, e solo
Provò del reo le angoscie; invan tentato,
Libertade non ebbe, e di ritorte
Suona ancor la sua destra; eppur battaglia,
E carcer átro, e cocente rimorso,
Col negro stuol di sue feroci cure,
Unqua non corse, unqua tremar, non unqua
Agghiacciar feo le serpeggianti vene
Come or tutte le scorre, e scuote, e agghiaccia
Quella macchia colpevole; vermiglia
Striscia, che da la guancia di colei
Tolto ha ogni bello. Ben più largo sangue
Senza orror vide; ma pugnando il vide
Scorrer, ma sparso da la man de’ forti!....

XI.

» Tutto è compiuto;.... desto quasi!.. . Tutto
» Compiuto è omai...Corsaro!...È spento!... Mira,
» Ed a qual prezzo or se’ tu salvo;.... fuggi;
» Vano è ogni dir,.... fuggi con me.... N’attende
» La barca; il giorno è in ciel; pochi, ma fidi
» Sono i seguaci miei; della tua schiera