Pagina:Poemi (Byron).djvu/11

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IL CORSARO.



CANTO PRIMO.


I.

Di fosco-azzurro mar sui lieti flutti,
Come libere l’alme, illimitati
Così i pensier, ovunque onda spumeggi,
Ov’aura ne sospinga hanno l’impero,
Un soggiorno n’additano. Son questi5
Regni d’alta possanza, e regni nostri,
Ed il nostro vessillo all’aura sparso,
Scettro è cui ceder forza, a ognun che il vegga;
E fera sì, ma d’ogni evento paga,
Vita da pace, a guerra, a posa, a stento,10
Nostro è alternar — Oh chi può dir? non schiavo