Pagina:Poemi (Byron).djvu/133

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il giaurro 129

 Istanti almen, un’ingannevol ora,
Del poter del tiranno ei fia mal certo,
90Tanto il primo socchiudersi de l’occhio
Bello e quïeto è allor, che su vi getta
Morte l’ultimo sguardo.
E il lido è questo,
E questa è Grecia;.... ahi, Grecia dì!....vivente
Grecia non più; amabil pur, ma fredda!
95Bella, ma spenta!.... Oh, chi d’orror non freme,
Ora che spirto in sue leggiadre forme
Più non alberga!.... Grazia, ma di morte
Ha ancor costei, grazia che coll’estremo
Sospir tutta non parte, ed ha bellezza,
100Ma di tal fior terribile, cui tinge
De la tomba il color; raggio di vita
Ch’addietro si rivolge, ultimo raggio,
Addio d’affetti omai lontani; aurata
Meteora che girando va d’intorno
105A la ruina; di celeste foco
Scintilla forse, che risplende ancora,
Ma la terra diletta, ahi! più non scalda....
Region di prodi, innobliati figlj
Di patria che, per quanto il pian si stende,
110Sino all’antro del monte, allor soggiorno
Di libertade, o fu di gloria tomba!