Pagina:Poemi (Byron).djvu/163

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il giaurro 159

A la sposa, a la figlia, a la sorella
Ogni fonte di vita, entro le vene
Essiccherai, da sovr’umana possa
Spinto al nefando pasto, onde tua scarna,
790Movente salma nutricar si debbe;
E le vittime tue, l’ultimo spiro
Pria di mandar, padre, fratel, consorte
Conosceranti, o dèmone, imprecando
Te, d’essi imprecator; così fia sperso
795Ogni tuo fiore su lo stel.... Pur una,
Giovin più, più a te cara, udrai col dolce
Nome di Padre addomandarti, e fiamma
Sarà, che il cor t’avvincerà, quel nome.
Ma l’opra tua compirai tu; l’estremo
800Colorarsi vedrai de la sua guancia,
E la scintilla di sue luci estrema,
E il vitreo sostener sguardo dovrai,
Che il non più vivo azzurro alfin ne agghiaccia.
Con empia man de’ biondi suoi capegli
805Allor le treccie strapperai, le treccie
Di che una ciocca un dì recisa, pegno
D’amore söavissimo portavi;
E or svellerle dovrai tutte, e compagne
Del tuo feroce agonizzar recarle.
810Del tuo sangue miglior, stillerà intanto