Pagina:Poemi (Byron).djvu/174

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170 il giaurro

» Pria che sì dura trar vita di guai!
» E non da angoscia d’incessante pena
» L’alma mia rifuggì; non de lo stolto
» De le passate etadi, e non del tristo
1050» Di nostra età la volontaria tomba
» Unqua cercò. Di morte al diro scontro
» Non m’arretrai; dolce trovarla in campo
» Stato mi fora, chè di gloria almeno,
» E non servo d’amor côlto m’avrìa.
1055» Morte I’ sfidai, non per desìo d’onore;
» Via di bassa mercè, via d’alta fama
» Altri si schiuda; conquistati allori,
» Palme perdute, io sol rimiro, e rido.
» Ma tal cui degna del mio braccio estimi
1060» Ponmi all’occhio d’innanzi un altra fiata;
» Pon la vergine ch’amo, o l’uom che abborro,
» E tra le spade, e il turbin de le fiamme
» Su l’orme del destin, a suo talento
» Uccidere, o salvar, tu mi vedrai.
1065» D’uomo ch’oprar quel che già oprò vorrìa,
» Non dubitar, parole udisti. Morte
» Affrontano gli eroi; sorte del fiacco
» È l’aspettarla; il misero l’invoca.
» Torni la vita al suo Fattor; felice
1070» Quand’era e forte I’ non tremai; degg’io