Pagina:Poemi (Byron).djvu/18

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16 il corsaro

» Il dubbio crudo, i palpitanti cuori
» A confortar, con inatteso amplesso!...»—

VI.

  » Ma dove è il nostro Capitan? a lui
» Messi veniam, e tanto gaudio forse
» Di ritorno, fia corto. A lui ne guida155
» Giovanni tu; l’ incarco nostro appena
» Compiuto, allegri più sarem; e udranne
» Quel che più brama ognun da noi» Per l’erta
Di rupe, in rupe, tra cespuglj, e felci,
Tra le erbette, ed i fiori, e l’aere fresco160
Per le argentee fontane, e i sparsi rivi
Che dalle conche del natìo granito
Brillan di vita, e gorgogliando un labbro
Che sen’dissèti invocano, a la torre,
Ch’al golfo impera, avvìansi.... Chi mai,165
Chi fia colui, che da quell’antro mira,
Guerrier solingo, il mar? che penseroso
Sul suo brando s’appoggia, sul suo brando
Non mai sostegno, d’ozïosa mano? ....
È lui; Corrado! Com’è suo costume,170
Scompagnato: «Giovanni, or via primiero
» T’accosta, e narra il giugner nostro; ei vegga