Pagina:Poemi (Byron).djvu/181

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il giaurro 177

» Nuota nel sangue, di nemico ferro
» Colpo non teme; chi giù da felice
» Vetta precipitò, pensier non ebbe
1215» Dell’abisso ove cadde; orrende, o veglio,
» Come di negro vùlture, d’innanzi
» Hai le mie colpe;... lo spavento io scerno
» Già sul tuo ciglio,....tu mi abborri!... E tanto
» Nacqui io dunque a soffrir?.... Strage per tutto
1220» Come il rapace volator io sparsi,
» Ma a morir, ma ad amar d’un solo amore
» La tortora m’apprese. Oh, vedi scuola
» Che la mesta dal nido all’uomo porge,
» E l’uom superbo ne la spregia! In grembo
1225» Al felcèto l’augel col dolce canto
» L’unica invoca sua compagna, il cigno
» Nel caro lago col nuotar leggiadro
» La cerca ei pur...Folle, chi irrìde a casto,
» Immutabile ardor! Di beltà vana
1230» A più vana beltà, volubil’ erri,
» Non invidia, o desìr, di sue variate
» Gioje me punge, del solingo cigno
» Apprezzo io men’uomo che in petto chiude
» Un cor sì fiacco, o non ha cor. Abbietto
1235» Mortal, sì, abbietto più de la fidata
» Fanciulla incauta ch’ei tradì! Vergogna