Pagina:Poemi (Byron).djvu/182

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178 il giaurro

» Tanta i miei giorni non ricopre almeno!
» Solo mia Lejla tu, di questa mente
» Fosti pensiero ognor, tu mio tesoro,
1240» Amor mio, tu mia colpa, affanno mio,
» Tu lassù mia speranza, in terra tutto!....
» Donna simìle a te, no che non serba
» Ora più il mondo, o per me invan la serba,
» E ardire io non avrei di mirar Donna
1245» Che fosse a te simile, e te non fosse!
» Deh, per le colpe, ond’i begl’anni miei
» Fur guasti sì, da questo deh, ’ve giaccio
» Letto di morte, tardo, ahi troppo! un pegno
» De la mia fè ricevi, oh tu, che dolce,
1250» Qual eri, or sei di questo sen tormento!

» E andò perduta!.... ed io rimasi,.... vivo,
» Ma non di vita d’uom; chè al cuore intorno
» Mi s’attorse un serpente, e sì mi punse,
» Ch’ogni pensiero mio destò a conflitto.
1255» E tempo, e loco odiai; lo dolce aspetto
» Fuggii tremante di natura, e negro
» Come il mio sen, ogni più bel colore
» Al mio sguardo si fe’. De’ casi miei
» L’orrenda fin’ or tu conosci, e il duolo
1260» Che mi divora, e le mie colpe. Il mondo