Pagina:Poemi (Byron).djvu/23

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il corsaro 21

È questo no; ma il ver qual sia, chi scorse?265
Qual non respinse scrutatore audace
Quel suo ciglio severo? E chi potea
Con franco aspetto, sostener lo scontro
De lo suo sguardo indagator? Chi astuto
Tenta il suo cor, chi la cangievol faccia270
Osa mirar, ei con tal arte vince,
Che l’indiscreto in seno il cor si vede
Spìar sè stesso, e palpitar che chiari
Non discerna Corrado i moti sui,
Pria che quei di Corrado a luce ei tragga.275
Come di lieta Eumenide sogghigno,
Del duce è il riso, e ti risveglia in petto
Rabbia, e timor, e se ciglio di sdegno
Foscamente egli abbassa, allor s’invola
Pallida la Speranza, e la Pietate280
Con un sospir, par che le dica, addio!

X.

  Ben lieve è il segno, che la colpa incide
Su la faccia del reo; ma in sen;.... Oh, in seno
È l’angoscia, è il dolor! Veste ogni forma
Infedeltà d’Amor; frode se cerchi,285
Odio, Ambizion, solo un sorriso amaro