Pagina:Poemi (Byron).djvu/36

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34 il corsaro

» Che il rio presagio, in verità più amara
» Non cangi il tempo.... e tu ne sorridevi!
» Ahi, così un giorno, io ti dicea, Corrado
» Così mi lascerà!... Ma dolce inganno
» Era questo d’amor,... tu ritornavi!» —
» E tornerò mio ben; e oh quante fiate
» Io tornerò, se vita havvi quaggiuso,
» E speme in Ciel! Io tornerò.... ma l’ora
» Vedi s’affretta, o mia Medora, e forza
» E dividerci alfin; deh! che mai giova
» Ridirti dove, e a che il destin mi tragge
» Cara dal fianco tuo, se tutto asconde
» In suo senso feroce un solo addio?....
» Tutto svelarti io pur vorrei; ma il tempo
» Fugge rapido, ahi troppo! Or tu dilegua
» Ogni timor; non formidabil corro
» Nemico a debellar; teco maggiore
» De l’uopo resta, valorosa, e forte
» Schiera de’ miei, a inaspettato assalto
» Pronta, e a lunga difesa; e sonvi ancelle
» Teco, e compagne, e se il tuo Sire è lunge,
» Nò, non sei sola; il tenero conforto
» Teco riman di rivederlo un giorno,
» Apportator di più secura pace,
» E più mai non lasciarlo... Odi!... lo squillo!...