Pagina:Poemi (Byron).djvu/59

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il corsaro 57

Dalle crescenti squadre oppressi e stanchi;
E » all’assalto! egli grida, anco una volta
» Miei fidi, e l’oste che ne serra, fia
» Rotta, e dispersa!.... » Intorno a lui raccolgonsi,
Ricompongon le file, urtan.. .. ma ondeggiano.. ..
Tutto è perduto!.. ..Più, e più gli incalzano
In parte angusta gli inimici, e cingonli;
Nè senza cor, ma senza speme reggono
Que’ pochi; alfine al duro scontro cedono,
Chiusi, divisi, calpestati, laceri,
Soli pugnando, orridamente taciti,
E lassi più, che vinti caggion; vibrano
Coll’estremo sospir, spossato, ed ultimo
Colpo sul vincitor; d’estremo brillano
Raggio le spade, cui le mani stringono
Fra le angoscie di morte.

VII.

Ma non anco
Unite incontro a lui movean tant’armi,
E schiere, a schiere, braccia, a braccia opposte,
Ridestavan la pugna, e già in secura
Parte Gulnara, e le tremanti ancelle
Raccolte avea Corrado, e là quel pianto