Pagina:Poemi (Byron).djvu/67

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il corsaro 65

» Pace che n’avvalori al fatal giorno!»
In così dir sovra la dura stuoja
Languido si trascina, e sia qual vuolsi
Negra la sua vision, corcasi, e dorme.
Risolvere, ed oprar, sempre un momento
Fu per Corrado; e strage tanto avara
È degli istanti, onde incompiuto alcuno
Suo delitto non resti, ch’era notte
A mezzo appena, quando l’aspra zuffa
Incominciava, e scarsa un’ora ha visto
Sovra l’onde proscritto, e su la terra
Duce Corrado; ora Dervis mentito,
Or svelato Guerrier, conquistatore
Distruggere, salvar, oppresso, vinto,
In catene, dannato,.... al sonno in braccio.

XII.

E dorme placidissimo a mirarsi,
Tacito tanto è il suo respiro; dorme!
Oh, lui felice se riposo almeno
Fosse di morte!... Ma chi su i tranquilli
Sonni s’inchina?.... Ogni nemico, è lunge;
Qui per lui niun è amico;.... Angelo forse
Apportatore è di mercè? No; umana