Pagina:Poemi (Byron).djvu/96

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94 il corsaro

» Di me più bella, ben ch’al par del mio
» Batta il suo cor per te,... mira! periglio
» Io sfido tal che nol vorrìa colei!
» Oh, foss’io tua!.... Qui sventurato,... solo
» Tu non saresti!.... Va il suo sir rammingo,
» Che fa la sposa del Pirata? Cura
» Qual trattien la vezzosa a la sua torre?
» Non più Corsar; su la tua testa pende,
» E su la mia nudo l’acciar; coraggio
» Se nutri ancora, libertà se vuoi
» Ecco un pugnal; sorgi.... mi segui....» —
                                    » Avvinto
» Qual sonmi, e dove? Suoneran ben dolci
» I passi miei fra le assonnate scolte!
» Vaneggi tu? Come trovar difesa
» In questo ferro? come fuggir mai
» Così in catene?....» —
                    » Diffidente!.... Vieni;
» Compre ho le guardie; rivoltose, ingorde
» Di guiderdon, solo ch’un cenno I’ aggiunga
» Sapran spezzarle. E senz’aïta, pensi
» Ch’io quì sarei? Lunge da te, non l’ore
» Ho invan consunte;..anco in tuo prò, un delitto!..
» Delitto?.... ed havven’in punir Seidde?
» Despota odiato ei dee morir, Corrado!