Pagina:Poemi conviviali (1905).djvu/189

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l’inno nuovo 169

giovani ch’ansino e rapidi sbuffino l’anima
tua, la tua, lungo l’Alfeo!



     E nel cospetto dei fanciulli apparve
Lachon il vecchio con le sue cicute,
e intorno al vecchio corsero i fanciulli
gridando: «A noi, perché ci sia ghirlanda!
l’appio a noi! l’appio verde! l’appio verde!»


V


l’inno nuovo



     E Panthide a quell’ora era pur giunto
sotto l’aerea Iulide natale.
E vide in mare una bireme, e vide
che ammainando entrava già nel porto.
E dall’aerea Iulide e dal grande
leon di pietra accovacciato in vetta,
il popolo scendea lungo l’Elixo,
scendea dall’alto in lunga fila al mare.
Veniano primi i giovinetti a corsa,
dando alla brezza i riccioli del capo;
poi le donne altocinte, ultimi i vecchi,
spartendo tra due passi una parola.
Poi che giungea dall’Istmo, la bireme,
portando alfine i buoni atleti a casa,