Pagina:Poemi conviviali (1905).djvu/190

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
170 i vecchi di ceo

e quante niuno ancor sapea, ghirlande.
E trasse al lido anche Panthide, in seno
celando il fascio delle sue cicute.
Stava in disparte. Ed ecco dalla nave
scese una schiera di settanta capi
bruni, tutti fioriti di corimbi,
e su la spiaggia stettero. Un chiomato
citaredo sedé sopra un pilastro,
e presso lui gli auleti con le lunghe
tibie alla bocca. E il mare eterno, il mare
alterno, a spiaggia sospingea l’ondate,
le ricogliea, così tra il canto e il pianto.


     Stridè la tibia, tintinnì la cetra,
e il coro alzò tra il sussurrìo del mare
un inno di Bacchylide. In disparte
era Panthide, e il vecchio cuor batteva
contro la manna delle sue cicute.
L’onda ascendeva, discendeva l’onda;
e il coro andò, poi ritornò sul lido.


O sacra Ceo!
mosse ver te la fulgida
Fama che in alto spazia,
a te recando un messo
     pieno di grazia,
che nella lotta il pregio
     fu del valido Argeo;


e noi la grande
gloria, sull’istmio vertice,