Pagina:Poesie (Carducci).djvu/297

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levia gravia 271

E giace, e il capo asconde
Nel manto, come a sé voglia coprire
La vista, che il circonda, de la morte:
40E il vento le profonde
Sabbie rimove e ne le orrende spire
Par che sepolcro al corpo vivo apporte.
I figli e la consorte
44Ei pensa, ch’escon de le patrie ville
Con vigili pupille
Del suo ritorno ad esplorar le scorte,
E in ogni suono, ch’a l’orecchio lasso
48Vien, de’ noti cammelli odono il passo.

Or mi rilevo, o bella
Luce, ne’ raggi tuoi con quel desío
Ond’elitroprio s’accompagna al sole.
52Ma de l’età novella
Ove i dolci consorti ed ove il pio
Vólto e l’amico riso e le parole?
Come bell’arbor suole
56Ch’è dal turbin percosso innanzi il verno,
Tu, mio fratello, eterno
Mio sospiro e dolor, cadesti. Sole,
Lungi al pianto del padre, or tien la fossa
60Pur le speranze de l’amico e l’ossa.