Pagina:Poesie (Carducci).djvu/460

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434 giambi ed epodi


L’occhio ne l’infinito apresi, il fere
Da l’avvenire un raggio:16
Vede allegre sfilar armi e bandiere
16Per un gran pian selvaggio,

E in mezzo il duce glorïoso: ondeggia
La luminosa chioma
A l’aure del trïonfo: il sol dardeggia
20Laggiú in fondo su Roma.

Apri, Roma immortale, apri le porte
Al dolce eroe che muore:
Non mai, non mai ti consacrò la morte,
24Roma, un piú nobil core.

Del cor suo dal bordel venda un fallito
Cetego la parola,
Eruttando che il tuo gran nome è un mito
28Per le panche di scuola:

Al divieto straniero adagi Ciacco
L’anima tributaria
Su l’altro lato, e dica — Io son vigliacco,
32E poi c’è la mal’aria — :

Per te in seno a le madri, ecco, la morte
Divora altri figliuoli:
Apri, Roma immortale, apri le porte
36A Giovan Caïroli.