Pagina:Poesie (Carducci).djvu/523

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giambi ed epodi 497

E il sol nel radïante azzurro immenso
Fin de gli Abruzzi al biancheggiar lontano
Folgora, e con desío d’amor piú intenso
40Ride a’ monti de l’Umbra e al verde piano.

Nel roseo lume placidi sorgenti
I monti si rincorrono tra loro,
Sin che sfumano in dolci ondeggiamenti
44Entro vapori di vïola e d’oro.

Forse, Italia, è la tua chioma fragrante
Nel talamo, tra’ due mari, seren,
Che sotto i baci de l’eterno amante
48Ti freme effusa in lunghe anella al sen?

Io non so che si sia, ma di zaffiro
Sento ch’ogni pensiero oggi mi splende,
Sento per ogni vena irmi il sospiro
52Che fra la terra e il ciel sale e discende.

Ogni aspetto novel con una scossa
D’antico affetto mi saluta il core,
E la mia lingua per sé stessa mossa
56Dice a la terra e al cielo, Amore, Amore.

Son io che il cielo abbraccio, o da l’interno
Mi riassorbe l’universo in sé?....
Ahi, fu una nota del poema eterno
60Quel ch’io sentiva e picciol verso or è.