Pagina:Poesie (Carducci).djvu/525

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giambi ed epodi 499

Per le tenere verdi mèssi al piano,
Pe’ vigneti su l’erte arrampicati,
Pe’ laghi e’ fiumi argentei lontano,
88Pe’ boschi sopra i vertici nevati,

Pe’ casolari al sol lieti fumanti
Tra stridor di mulini e di gualchiere,
Sale un cantico solo in mille canti,
92Un inno in voce di mille preghiere:

— Salute, o genti umane affaticate!
Tutto trapassa e nulla può morir.
Noi troppo odiammo e sofferimmo. Amate.
96Il mondo è bello e santo è l’avvenir. —

Che è che splende su da’ monti, e in faccia
Al sole appar come novella aurora?
Di questi monti per la rosea traccia
100Passeggian dunque le madonne ancora?

Le madonne che vide il Perugino
Scender ne’ puri occasi de l’aprile,
E le braccia, adorando, in su ’l bambino
104Aprir con deità cosí gentile?

Ell’è un’altra madonna, ell’è un’idea
Fulgente di giustizia e di pietà:
Io benedico chi per lei cadea,
108Io benedico chi per lei vivrà.