Pagina:Poesie (Carducci).djvu/585

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rime nuove 559


XVI.

DANTE


Dante, onde avvien che i vóti e la favella
Levo adorando al tuo fier simulacro,
E me su ’l verso che ti fe’ già macro
4Lascia il sol, trova ancor l’alba novella?

Per me Lucia non prega e non la bella
Matelda appresta il salutar lavacro,
E Beatrice con l’amante sacro
8In vano sale a Dio di stella in stella.

Odio il tuo santo impero; e la corona
Divelto con la spada avrei di testa
11Al tuo buon Federico in val d’Olona.

Son chiesa e impero una ruina mesta
Cui sorvola il tuo canto e al ciel risona:
14Muor Giove, e l’inno del poeta resta.