Pagina:Poesie (Carducci).djvu/890

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864 odi barbare

“Io — dice l’una, cui la cesarie
inonda bionda gli omeri nivei
e gli occhi natanti nel lume
de l’estasi chiedono le sfere — 16

io son, regina, — dice ― la nobile
Canzone; e a’ cieli volai da l’anima
di Dante, quand’egli nel maggio
angeli e spiriti lineava.20

Io del Petrarca sovra le lacrime
passai tingendo d’azzurro l’aere
e accesi corone di stelle
in su l’aurea treccia d’Avignone.24

Non mai piú alto sospiro d’anime
surse dal canto. Di te le laudi
a’ due leverò che l’Italia
poeti massimi rivelaro„.28

“A me la terra piace ― nel cantico
una seconda balzando applaude
con l’asta e lo scudo, e da l’elmo
fósca fugge a’ venti la criniera — .32

Piace, se lampi d’acciaio solcano
se ferrei nembi rompono l’aere
e cadon le insegne davanti
al flutto e a l’impeto de’ cavalli.36