Pagina:Poesie (Carducci).djvu/975

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rime e ritmi 949

Sí come a la notte di maggio
La luna da i nuvoli fuora
Diffonde il suo candido raggio
68Su ’l mondo che vegeta e odora,
     Tal quella serena bellezza
Apparve al rapito amatore,
Un’alta divina dolcezza
72Stillando al morente nel cuore.

— Contessa, che è mai la vita?
È l’ombra d’un sogno fuggente.
La favola breve è finita,
76Il vero immortale è l’amor.
     Aprite le braccia al dolente.
V’aspetto al novissimo bando.
Ed or, Melisenda, accomando
80A un bacio lo spirto che muor. —

La donna su ’l pallido amante
Chinossi recandolo al seno,
Tre volte la bocca tremante
84Co ’l bacio d’amore baciò,
     E il sole da ’l cielo sereno
Calando ridente ne l’onda
L’effusa di lei chioma bionda
88Su ’l morto poeta irraggiò.