Pagina:Poesie (Monti).djvu/142

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126 PER LA LIBERAZIONE D’ITALIA

opera del valorosissimo Desaix (cfr. la nota al v. 51), una memoranda sconfitta ai nemici, che furono costretti, per la pace di Lunéville (9 febbraio 1801), a ritirarsi di là dell’Adige, confine fra gli stati austriaci e la cisalpina. Napoleone, dopo la battaglia di Marengo, entrò glorioso in Milano il 16 giugno, passando per porta Ticinese, ove poi sorse l’arco maestoso al vincitore debellatore pacificatore. Cfr. De Cast. St., p. 89. — L’ode presente, che in alcune edizioni è anche intitolata Il ritorno, fu composta subito dopo la gran battaglia liberatrice e pubblicata in Bologna, prima separatamente senza indicazione d’editore, poi nell’Antologia repubblicana. Anche il Gianni (cfr. la nota al v. 196 del c. I della Mascher.) cantò La battaglia di Marengo. Cfr. Vicchi VIII, p. 220. — Il metro è la strofa ottonaria, composta di quattro versi, alternativamente piani e tronchi rimati. Per la storia del verso e della strofa ottonaria in Italia, cfr. Card. Conv. Cr., p. 219 e segg.

Bella Italia, amate sponde,
     Pur vi torno a riveder!1
     Trema in petto e si confonde
     4L’alma oppressa dal piacer.
Tua bellezza, che di pianti
     Fonte amara ognor ti fu,
     Di stranieri e crudi amanti
     8T’avea posta in servitú.2
Ma bugiarda e mal sicura
     La speranza fia de’ re:
     Il giardino di natura3,
     12No, pei barbari non è.
Bonaparte al tuo periglio
     Dal mar libico4 volò;
     Vide il pianto del tuo ciglio,
     16E il suo fulmine impugnò.5
Tremâr l’Alpi, e stupefatte
     Suoni umani replicar!6
     E l’eterne nevi intatte
     20D’armi e armati fiammeggiar.7

  1. 2. Pur vi torno ecc.: Dopo il 14 giugno 1800 il M. non tornò subito di Francia: ma qui si finge tornato, perché al ritorno era tolto ogni politico impedimento.
  2. 5. Tua bellezza ecc.: Filicaia: «Italia, Italia, o tu cui feo la sorto Dono infelice di bellezza ond’hai Funesta dote d’infiniti guai.... Deh fossi tu men bella o almen piú forte». Di questo felice concetto, qui rinnovato assai bene, si ricordò il M. anche nel Beneficio, 121: «Ed ella (l’Italia), che fatal la sua bcltate Sapea per prova, del suo stato in forse Già ritornava alle temenze usate».
  3. 11. Il giardino di natura: l’Italia. Dante Purg. VI, 105: «il giardin dell’imperio». Petrarca P. III, canz. iv, 56: «del mondo la piú bella parte».
  4. 14. Dal mar libico: dall’Egitto. Cfr. la nota d’introduzione. Altrove (Beneficio, 124): «Ma colla man su l’elsa la soccorse D’un suo tal riso il gran guerrier, che piena Al cor fidanza o securtà le porse».
  5. 16. E il sno fulmine ecc.: Per la pace di Campof., 7: «Già l’invitto Bonaparte Il suo fulmino posò».
  6. 17. Tremâr l’Alpi ecc.: Cfr. Mascher. II, 118 e segg. — e stupefatte ecc.: e maravigliate della cosa insolita, echeggiarono di voci umane.
  7. 19. E l’eterne eco.: «Fra le nevi, fra le nebbie, fra le nubi apparivano le armi risplendenti, apparivano gli abiti coloriti dei soldati; quel miscuglio di natura morta, e di natura viva era spettacolo mirabile».