Pagina:Poesie (Monti).djvu/145

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PER LA LIBERAZIONE D’ITALIA 129

     Tu gli mostra il varco a dito,
     76E rispondi al fier cosí:
Di prontezza e di coraggio
     Te quel grande superò:
     Afro, cedi, al suo paraggio1;
     80Tu scendesti, ed ei volò.
Tu dell’itale contrade
     Aborrito destruttor:
     Ei le torna in libertade,
     84E ne porta seco il cor2.
Di civili eterne risse
     Tu a Cartago rea cagion:
     Ei placolle e le sconfisse
     88Col sorriso e col perdon.3
Che piú chiedi? Tu ruina,
     Ei salvezza al patrio suol.
     Afro, cedi e il ciglio inchina:
     92Muore4 ogni astro in faccia al sol.

    Amilcare Barca cartaginese, il piú valoroso nemico della potenza di Roma ed uno de’ piú grandi capitani del mondo. Cfr. Polibio IX, 224, XI 19, e XXIV, 9.

  1. 79. Afro: africano. — paraggio: paragone. Redi Ditir.: «E quando in bel paraggio D’ogni altro vin Io assaggio ecc.».
  2. 84. il cor: la gratitudine e l’amore.
  3. 87. Ei placolle ecc.: Cfr. la nota al v. 105 del c. II della Mascher.
  4. 92. Muore, poiché «è bello il sol piú d’ogni stella». Ariosto VII, 10.




IN MORTE DI LORENZO MASCHERONI


cantica


CANTO PRIMO


Contenuto: L’anima di L. Mascheroni, dopo essersi sciolta dal corpo, s’alza al cielo; e le virtú che l’adornarono in vita cingono il mesto letto e piangono (1-54). Ella, intanto, salendo, riceve inviti da questa e quella stella: da Venere, sede degli amanti; da Giove, ov’è Galileo; dal sole, in cui stanno molti sapienti, specie italiani (55-111). L’anima vaga vorrebbe di tutte godere (112-126); ma poi, incontrato il Borda, è condotta da lui nella costellazione della lira, ove sono lo Spallanzani e il Parini (127-171), il quale le narra come, per gli orribili vizi e mali onde vide funestata la patria, egli desiderasse ed ottenesse di morire; e poi le chiede che si faccia Italia (172-234). L’altra s’apparecchia a rispondergli (235-244). — Lorenzo Mascheroni, poeta e scienziato, nacque a Castagneta nel Bergamasco il 13 maggio 1750. Vestito l’abito ecclesiastico, studiò e insegnò prima nel seminario di Bergamo belle lettere e filosofia, poscia (1785) matematiche nell’università pavese. Nel ’97 fu de’ Deputati al Corpo legislativo in Milano, e nel ’98 fu mandato a Parigi per farvi parte della Commissione universale di pesi e misure. Occupata la Lombardia dagli Austro-Russi (cfr. la nota