Pagina:Poesie (Monti).djvu/81

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CANTO SECONDO 65

     Arretrossi d’Ugon l’ombra turbata,
     Ché in inferno arrivar la si credette:
E in quel sospetto sospettò1 cangiata
     65La sua sentenza, e dimandar volea
     Se fra l’alme perdute iva dannata.
Quindi tutta2 per téma si stringea
     Al suo conducitor, che pensieroso
     Le triste soglie già varcate avea.
70Era il giorno3 che, tolto al procelloso
     Capro, il sol monta alla troiana stella,
     Scarso il raggio vibrando e neghittoso;
E compito4 del dí la nona ancella
     L’officio suo, il governo abbandonava
     75Del timon luminoso alla sorella:
Quando chiuso da nube oscura e cava
     L’angel coll’ombra inosservato e queto
     Nella città di tutti i mali entrava.
Ei procedea depresso ed inquïeto
     80Nel portamento, i rai5 celesti empiendo


70-72. Era il tempo che sotto al procelloso Acquario il sol corregge ad Eto il morso, Scarso il raggio vibrando e neghittoso, E dieci gradi e dieci avea trascorso Già di quel segno, e via correndo in quella Carriera all’altro già voltava il dorso;

71. Capro il sol passa: prima correzione di questo verso, fatta in molte copie dell’edizione romana del ’93, «per sottoporre umilmente la ragione poetica all’astronomia». Cfr. la nota al v. 70, in fine.


    posto nel sole il suo padiglione».

  1. sospetto sospettò: Locuzioni di piú parole composte di simili suoni s’incontrano non di rado in poeti antichi moderni. In Dante quasi abbondano: Cfr., p. e., Inf, xiii, 25; xxvi, 65; Purg. xxvii, 132; Par. iii, 57 ecc. ecc.
  2. Quindi tutta ecc.: Dante Inf. ix, 51: «Ch’i’ mi strinsi al poeta per sospetto»: Purg. viii, 41: «stretto m’accostai Tutto gelato alle fidate spalle».
  3. Era il giorno ecc.: «Perifrasi del dí 21 gennaio, giorno di sempre acerba ricordanza per la morte dell’infelice e virtuoso Luigi XVI. Quattro sono le circostanze che qui si toccano. La prima è, che in quel giorno computasi dagli astronomi il passaggio del sole dal segno di Capricorno a quello d'Aquario; la seconda che, stando il sole nel Capricorno, i nostri mari sono, piú che in altro tempo, agitati dalle tempeste; la terza che, nella costellazione d'Aquario favoleggiasi collocato da Giove il rapito troiano Ganimede; onde troiana stella giustamente vien detta... La quarta finalmente si è che, dimorando il sole in questo seguo, il clima nostro è sí freddo, che attenendoci alle nostre sensazioni, senza le quali il criterio poetico sarebbe tradito, il raggio solare è piú scarso e pigro del solito, perché tale lo decide il giudizio de’ sensi...». Mt. — Nell’ediz. bolognese del 1821 l’a. tornò alla prima lezione (che pongo tra le varianti), o per isbaglio o per altro. Il Resnati legge come ho posto nel testo: e certo cosí si deve leggere, perocché nell’altra maniera si verrebbo a circoscrivere non il 21 gennaio, ma l’11 febbraio.
  4. E compito ecc.: «La sentenza di morte sulla sacra persona di Luigi XVI fu eseguita poco dopo le dieci di Francia, e il poeta fa che l’angelo coll’ombra entri dentro Parigi poco dopo le nove per occupare intanto i suoi eterei viaggiatori nello spettacolo di quei lugubri preparativi, e nell’orrore di quella città forsennata. Chiama poi le ore ancelle del giorno, come le chiamò Dante [Purg. xii, 80]: «vedi che torna Dal servizio del dí l’ancella sesta». Mt. Cfr. la nota al v. 225 della Musog.
  5. i rai ecc.: «Non pretendo che invece di occhi non si possa dire i rai o raggi per