Pagina:Poesie della contessa Paolina Secco-Suardo Grismondi tra le pastorelle arcadi Lesbia Cidonia, 1820.djvu/18

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sin dai prim’anni circondata com’era da tanti oggetti eccitatori dell’ingegno, e dell’amore alle bell’arti ne’ libri da quelle mani ognor versati, nell’istruzioni da quelle labbra ognora insinuate, ne’ discorsi da que’ famigliari ognor tenuti, e sin ne’ giuochi, ne’ divertimenti, negli scherzi ancor puerili insinuati, e frammessi con quella perpetua giocondità e grazia amorosa, che inspira a noi tutti, e specialmente agli amanti genitori la grazia nativa, e la nascente bellezza d’un’amabil fanciulla? Non è però maraviglia, che a gara colla beltà venisse crescendo in Lei a molti indizj l’ingegno, e spiegasse l’ali quell’estro poetico, che dovea far sì bei voli. Ma quel pudor verginale, che è la prima e più forte attrattiva d’un bel volto spandevasi ancor nell’anima a fuggir gli occhi altrui, ed a nasconder gelosamente i primi versi, che la natura dettavate per man del genio o dell’istinto, sì ch’ebbe appena il coraggio di farne la confidenza all’amore paterno.

Chi può spiegare l’esultanza di lui nel vedere in que’ teneri germi spuntar sì belle speranze di vaghe frutta, giardinier