Pagina:Poesie della contessa Paolina Secco-Suardo Grismondi tra le pastorelle arcadi Lesbia Cidonia, 1820.djvu/20

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penne famose originali, e dalle nostre eziandio, che sin là deviarono a cercar fama di novità. Il francese idioma era già in possesso dell’Italia dal principio del secolo, in cui tra noi si conobbero i gran tragici, i grandi oratori, le gran prove in ogni genere d’arti, e di scienze colla grandezza del gran Luigi, e del suo secolo più grande di lui. Su i patrj esempli e i domestici scrisse Ella e parlò quella lingua, che parea divenuta una dote più propria delle grazie e della bella dominatrici di quella nazione, che dominò su tutta l’Europa sedotta da quelle.

Ma era tempo di vederle nella Suardo conquistatrici degli occhj e del cuore de’ suoi concittadini. Luigi Grismondi portò la palma, e ne fu possessore, e n’ebbe un figlio che robusto e ben fatto prometteva una lunga vita, ma invidiosa morte il rapì in età di tre anni lasciando di sì funesta perdita i genitori inconsolabili. Fatta sposa a’ 18 anni non parve entrar nel mondo che per vieppiù abbellirlo con tanti pregi e talenti, quai sinor li vedemmo, benchè da Lei sinor celati tra le mura paterne. Aprissi ben presto