Pagina:Poesie greche.djvu/104

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tolte ai Persiani, cui fu terribile, preso da essi fu impiccato. Aristotile, stato ospite di lui, lo esalta al pari dei più grandi.

Dà principio ai canti e scolii Pittaco di Mitilene (606-570 A. C.); non tiranno di sua patria, ma arbitro, finchè nel 580 depose il potere. Fu valoroso e celebre come uno dei sette savi della Grecia. Benchè nemico di Alceo lo fece rimpatriare. Fra gli scolii quello di Callistrato è famoso, p. 36, perchè cantato nei banchetti: quello di Ibria (p. 40) mostra la superbìa dei Dori vincitori, quello di Arifrone (p. 41) è bello e semplice.

Di Archiloco nato tra il 720 e il 730 il Bergk riporta 199 frammenti. Io traduco i migliori e più espressivi di vario genere.

I 100 epigrammi sono di vario argomento, i più belli, specie quelli di Lucillio, di Callimaco, di Nicarco.

Di Teognide do tradotte poche sentenze, qual saggio. Il canto di Mimnermo per me non ha la languidezza che taluno ci vede: egli ama la vita colla giovinezza, l’amore, la forza: teme la vecchiezza ed a ragione: ci voleva Cicerone per lodarla, ma si è fatto l’elogio di tutto, anche della pazzia! Mimnermo n. verso il 622 a. C.

La poesia di Solone (p. 81) è famosa perchè