Pagina:Poesie greche.djvu/27

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 19 —
Ad una donna amata.


Colui mi sembra essere ai Numi eguale,
     Che a te dinanzi si rimane assiso,
     E a te da presso udire puote il dolce
                              4Tuo favellare
E il dolce riso tuo, che suol nel petto
     Farmi balzare il cor, tal che a mirarti
     Nulla venirmi della breve voce
                              8Più non mi sento,
Ma tacita è la lingua, ed un sottile
     Foco mi scorre entro la pelle, un velo
     Gli occhi m’oscura, e dentro dagli orecchi
                              12Corre un ronzìo.
Va per le membra gelido sudore,
     Tutto un tremor m’assale, e smorta in volto
     Son più d’un’erba, senza spiro io sembro,
                              16Ma tutto s’osi.


Ad una ricca, ma ignorante.


Giacerai morta, e memore
     Niun di te sarà mai,
     Chè le rose di Pierïa
     4Tu non cogliesti mai,
E ignota avrai tu d’Aïde1
     Nelle case soggiorno:
     Niun fia, che lieve guarditi
     8Volante ai morti intorno.



  1. Plutone.