Pagina:Poesie greche.djvu/48

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XVI. D’ignoto.


Con me bevi e giovaneggia,
     Ama insieme e t’incorona:
     S’io folleggio e tu folleggia,
     Se son savio, il sii pur tu.



XVII. D’ignoto.


Il maiale ha una ghianda e d’altra ha fame:
     Una fanciulla bella io già possiedo,
     Eppure ad altra volgo le mie brame.



XVIII.


Bagascia e legnaiuolo eguali ho visto:
     Lavan in un sol vaso il buono e il tristo.



XIX. Di Ibria Cretese.


Una grande asta, un brando ed a salvezza
     Del corpo un bello scudo è a me ricchezza.
     Con questo io aro, io mieto,
     Con questo io calco d’uva il succo lieto,
     E degli schiavi son detto padrone.
     Quei che temono l’armi e la tenzone
     Al mio cospetto innanti
     Si pieghino tremanti,
     Adorin con rispetto,
     E gran rege da loro io venga detto.